Diabete Infarto Ictus sono 3 killer silenziosi. Colpiscono a tutte le età. – Colazione Sprint

Diabete Infarto Ictus sono 3 killer silenziosi. Colpiscono a tutte le età.

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Diabete Infarto Ictus … fai prevenzione!

Ipertensione, Ipercolesterolemia e Ipertriglicemia, se superano i valori normali si trasformano in killer silenziosi. Un serio rischio per la salute, sei quasi spacciato.

L’aumentare dell’età rappresenta un fattore di rischio per la comparsa dell’ipertensione arteriosa. Con il tempo le arterie si trasformano in tubi sempre più rigidi. Subentrano anche alterazioni dei meccanismi di controllo da parte del sistema nervoso.

Ma l’età non è l’unico fattore di rischio

La familiarità, insieme a una cattiva alimentazione e a uno stile di vita poco sano, rappresentano altri fattori chiave. Nei giovani, è importante scoprire anche le cause che sono alla base dell’ipertensione secondaria. Riconducibile ad altri problemi, come malattie endocrine o renali.

È importante, quindi, mantenere livelli di pressione arteriosa su valori normali per le varie età. E’ l’unico modo per prevenire eventi potenzialmente fatali o invalidanti, come quelli a carico del cuore o del cervello.

I grassi del sangue sono il colesterolo e i trigliceridi. Entrambi si misurano con un semplice prelievo, da fare dopo almeno 12 ore di digiuno.

IL COLESTEROLO

Il colesterolo è una sostanza che nell’organismo svolge diverse funzioni importanti. Fa parte delle membrane cellulari, regolandone fluidità e permeabilità. E’ il precursore di alcuni ormoni maschili e femminili (testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo), della vitamina D e dei sali biliari.

Il colesterolo è in parte prodotto dalle cellule del fegato e in parte assunto con l’alimentazione. È importante distinguere il colesterolo cosiddetto “buono” (Hdl), che trasporta il colesterolo fuori dalle arterie. Mentre il colesterolo cosiddetto “cattivo” (Ldl), tende a mantenere il colesterolo all’interno dei vasi sanguigni.

Non esiste un valore “normale” di colesterolo. Si preferisce parlare di valori “ottimali” in rapporto al rischio cardiovascolare di ogni singolo individuo.

Persone diabetiche con rischio cardiovascolare elevato.

Livelli di colesterolo Ldl inferiore a 70 milligrammi per decilitro di sangue sono i valori ottimali.

Persone non diabetiche con rischio cardiovascolare elevato.

I livelli ottimali di colesterolo Ldl sono inferiori a 100.

Per il colesterolo Hdl, sono raccomandati livelli superiori a 40 milligrammi per decilitro di sangue nell’uomo e superiore a 50 nella donna.

I TRIGLICERIDI

Questi grassi possono accumularsi nel tessuto adiposo. Per poi essere mobilizzati e inviati ai muscoli in caso di richiesta energetica. Nell’uomo, i trigliceridi possono derivare non solo dai grassi della dieta, ma anche dai carboidrati. Di conseguenza, sono particolarmente correlati con l’alimentazione. I livelli di trigliceridi non devono superare i 150 mg/dl.

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QUALI SONO I PERICOLI?

L’eccesso di colesterolo nel sangue è dannoso per l’organismo. Si deposita nelle arterie, andando a formare placche che ne riducono il calibro. La placca, riducendo il flusso e la velocità del sangue, crea una stasi sanguigna. C’è un’aumento dei fattori della coagulazione e formazione di un trombo. A livello coronarico può causare un infarto, mentre a livello cerebrale un ictus.

I livelli di colesterolo nel sangue possono variare per diversi motivi:

  • fattori ereditari
  • errato stile di vita
  • una dieta ricca di grassi
  • il fumo
  • la scarsa attività fisica
  • menopausa
  • uso di alcuni farmaci

CHE COSA FARE PER EVITARE I RISCHI?

Molto spesso, la nostra salute dipende da certe abitudini.
È importante seguire uno stile di vita che ci garantisca pieno benessere. Quando parliamo di fattori di rischio, è bene distinguere i fattori di rischio non modificabili. Sono il sesso, o la familiarità. E’ possibile intervenire con un’attenta e precoce prevenzione primaria, dai fattori di rischio modificabili.

I FATTORI DI RISCHIO MODIFICABILI

Ipertensione arteriosa
A livello cardiaco, un’elevata pressione arteriosa può provocare problemi gravi. Alterazioni del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale), dolori al petto (per ridotto apporto di sangue rispetto ai bisogni), insufficienza cardiaca (incapacità del cuore a far fronte al ruolo di pompa del sistema circolatorio).

Il cuore, lavorando con carichi di pressione più alti, si ispessisce progressivamente. Aumentando la fatica e il consumo di ossigeno, aumenta pure il rischio di infarto.

Diabete
Sono le persone a maggior rischio di infarto. Il disturbo favorisce lo sviluppo di aterosclerosi nelle arterie del cuore.

Obesità
L’aumento del peso corporeo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari di circa il 40%. Costringe il cuore a un maggiore lavoro. Aumenta la quantità di grassi soprattutto a livello addominale, nota come obesità viscerale. Aumenta la resistenza all’insulina che, insieme al colesterolo in eccesso e all’ipertensione, causa la sindrome metabolica.

Il sovrappeso influisce notevolmente sui valori della pressione arteriosa e dei grassi nel sangue. Ecco quali sono quelli più importanti.

Il fumo

I danni del fumo sul sistema cardiovascolare sono molteplici, poiché favoriscono i processi che portano all’aterosclerosi. Riduce i livelli di colesterolo Hdl e la produzione di prostaciclina, sostanza che facilita la dilatazione delle arterie.

La scarsa attività fisica

E’ importante praticare una moderata attività fisica ogni giorno. Per ridurre il grasso addominale e i valori della pressione arteriosa, per ridurre il lavoro del cuore, nonché aumentare i livelli di colesterolo Hdl.

Il sale nella dieta

L’eccessiva quantità di sale è sconsigliabile. Allo stesso tempo eliminare totalmente il sale nella dieta è una decisione del tutto inutile. Se si ha un eccesso di liquidi, è meglio ricercare le cause del problema e trovare strategie terapeutiche, sicuramente più efficaci.

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1. Tutto si può controllare a tavola

È la cura che va bene per tutti e indicata come primo tentativo per abbassare colesterolo, trigliceridi e pressione del sangue, anche se a volte non basta.

Chi ha questi problemi deve seguire una dieta povera di grassi. In presenza di sovrappeso o di obesità, anche le calorie vanno ridotte. Limita la carne rossa in favore di quella bianca e del pesce.

Per quanto riguarda i grassi, ridurre quelli di origine animale (panna, burro, uova). Preferire i grassi di origine vegetale (olio extra vergine di oliva o di mais). Limitare anche i formaggi, da consumare non più di 2/3 volte a settimana.

Insieme ai legumi (piselli, fagioli, ceci e soia), anche la frutta e la verdura non devono mai mancare. Grazie al loro contenuto in fibra vegetale e vitamine, aiutano a controllare il livello del colesterolo. Prevengono gli effetti dannosi del colesterolo stesso. Via libera ai carboidrati ricchi di fibre (pasta, pane, riso) e alla riduzione dei carboidrati semplici (zucchero e miele).

2. È di aiuto l’attività fisica

Insieme alla dieta, l’attività fisica può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Pertanto, muoversi è la parola d’ordine. Aumenta i livelli di colesterolo Hdl, abbassa quello dei trigliceridi. Fa perdere peso e riduce i valori della pressione arteriosa. L’attività ideale deve essere moderata, ma costante: 30/40 minuti di passeggiate, corsa, nuoto, bicicletta o danza. Per 3 volte alla settimana, può aiutare a tenere il colesterolo sotto controllo.

3. Possono servire i farmaci

Se la dieta e il movimento non sono sufficienti, il medico può prescrivere farmaci specifici. Per abbassare sia il colesterolo sia la pressione arteriosa. Nell’uso delle medicine è importante distinguere malati. Quelli che non hanno ancora avuto problemi cardiovascolari da quelli che hanno già avuto disturbi.

Per i grassi del sangue, i farmaci più diffusi sono le statine. Riducono la produzione naturale di colesterolo. Possono abbassare quello Ldl del 50% e ne aumentano I’eliminazione.

I fibrati sono utilizzati soprattutto quando sono troppo alti anche i trigliceridi, oltre al colesterolo.

Per la pressione, i farmaci usati sono di varie categorie. Diuretici, Beta-bloccanti, Aceinibitori, Calcio-antagonisti, sartani. La cura deve essere seguita per tutta la vita. Questi farmaci non danno assuefazione o dipendenza, pur continuando a svolgere la loro efficacia e necessaria funzione.

4. La tua colazione della mattina

La colazione è il pasto più importante e nello stesso tempo il più trascurato. Farla male o non farla per niente, altera negativamente le funzioni dell’organismo appena ci si risveglia.

Quando sentiamo parlare di glicemia, pensiamo subito al diabete. Tuttavia un pensiero dovrebbe andare anche all’ipercolesterolemia. Esiste una relazione tra colesterolo e diabete che porta a un aumento del rischio di patologia cardiovascolare.

La colazione deve fornire tutti i nutrienti necessari al nostro organismo. Se c’è uno squilibrio, troppi grassi e troppi zuccheri, tutto funziona male. Se mancano alcuni nutrienti, tutto funziona male.

Fare colazione è una sana abitudine che può aiutare ad aumentare il livello del tuo benessere. Se si soffre di colesterolo alto oppure di diabete scegliere cosa mangiare a colazione è ancora più importante.

La soia è in in grado di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue anche del 10-15% (fonte American Journal of Clinical Nutrition). Grazie alle sue proteine che impediscono all’LDL di depositarsi sulle pareti delle arterie. Per introdurla nella colazione, si può consumare latte di soia.

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Pierfrancesco Maria Pugliese

Sono un ex manager del settore profumeria e pelletteria, ora un imprenditore di 52 anni, con oltre vent'anni di esperienza specifica nel settore salute e benessere. Aiuto imprenditori, professionisti e manager, nel trovare una valida alternativa alla solita colazione fatta a casa al volo, o di corsa al bar.